I trend 2019 del Digital Marketing Culturale

Quali sono i trend 2019 del Digital Marketing Culturale? Quali canali digitali diventeranno sempre più importanti, e quali opportunità di advertising non potranno più essere trascurate dai nostri musei?

Dove stiamo andando? Uno sguardo verso il futuro del Digital Marketing

Stai passeggiando in montagna, ti fermi un attimo per ammirare il paesaggio, e tutto sembra più chiaro. Improvvisamente, la vista torna a respirare. Ogni tanto è bene soffermarsi a vedere dove stiamo andando. Ecco dove comincia l’ispirazione per questo articolo.

Smart Speaker: il 2019 parla con la tecnologia

Quanto usate Siri nel corso della vostra giornata? Probabilmente nel 2019 assisteremo al boom degli smart speaker. Gli home smart speaker di Apple, Google e Amazon diventeranno presto i nostri interlocutori?

Gli smart speaker sono il nostro futuro? Non esageriamo, ma sarà interessante cominciare ad abitare un mondo in cui potremo interagire con la tecnologia in modo sempre più colloquiale.

Come saranno le guide e i mediatori culturali del nostro prossimo futuro? Riusciranno gli smart speaker a farci interloquire con gli allestimenti delle nostre mostre? Ma, soprattutto, questi strumenti possono essere interessanti per migliorare la fruizione dei contenuti culturali?

Basta con le solite audioguide! Non sarebbe più interessante poter dialogare con le opere d’arte in mostra? “Porre domande e ottenere risposte” sembra banale, ma il nostro pubblico potrebbe essere più interessato a costruirsi un proprio percorso di fruizione, piuttosto che ascoltarsi il discorso preimpostato di una guida o di un’audioguida.

Nel 2019 Internet si mangia la TV

Domenica, ora di pranzo, il panciotto di Philippe Daverio. Tutto questo suona troppo “anni 2000”. Oggi Passepartout sarebbe un Podcast o un documentario Netflix. Internet si mangia la TV, anche nel 2019! E cosa se ne fa la cultura di questo momento di cambiamento?

A noi appassionati di Marketing Culturale interessa una cosa: dov’è il nostro audience? Non più in TV, ma l’industria dell’intrattenimento è online e richiede pure una buona connessione. Parla nel linguaggio dei video, deve venire a patti con una mentalità open source e deve imparare a monetizzare diversamente.

Questo contesto si dimostra un’opportunità importante per i nostri musei, a patto che imparino a porsi queste domande. Produrre un film su Netflix (The Great Museum è il documentario che racconta il Kunsthistorisches Museum di Vienna) o ospitare l’ultimo video di Beyonce (Everything is Love, The Carters) è solo la punta dell’iceberg!

Live Video: la vita non si fotografa, si filma!

Se il 2018 ha confermato i video come contenuti privilegiati su tutte le piattaforme e il consolidamento della realtà aumentata come trend degli sviluppatori e dei ricercatori in ambito tecnologico, cosa accadrà nel 2019?

Aumentano i video, cresce il video advertising. Chi si accontenta più di una locandina? In metro vedremo sempre più schermi in movimento. Cosa significa questo? Dobbiamo far muovere le opere d’arte come i recenti musei digitali inaugurati a Tokyo e Parigi? Speriamo di no!

Il nocciolo della questione, anche in questo caso, non è “muoviamoci come fossimo film”, ma impariamo a cogliere l’attenzione del nostro audience utilizzando gli strumenti più adatti a suscitare il loro interesse.

Qualcuno ha detto chatbot?

Se nel 2019 credete che i chatbot possano costituire un’innovazione, siete rimasti al 2017. Purtroppo non abbiamo ancora imparato a utilizzarli bene, ma questa è un’altra storia.

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