Breve guida al Growth Hacking per la cultura

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto il Growth Hacking al museo, un approccio alla comunicazione del nostro Patrimonio Culturale basato sul testing, l’analisi e l’ottimizzazione della nostra strategia. Ecco un breve guida al Growth Hacking per la cultura.

Nella pratica, il Growth Hacking è una metodologia basata sul testing per scoprire quali sono le strategie migliori da adottare rispetto ai tuoi obiettivi.

Migliore è la combinazione che si riesce a trovare, maggiore sarà il ritorno del nostro investimento (il famoso ROI!).

Quali sono le basi per attivare una sperimentazione di Growth Hacking?

  1. Avere un mercato di riferimento, con un pubblico interessato al nostro prodotto o servizio (targeting);
  2. Definire in modo chiari i propri obiettivi da raggiungere. Come? Bisogna essere SMART: Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Time-Based;
  3. Utilizzare gli obiettivi della nostra strategia per creare i test di Growth Hacking. Qualche esempio? Aumentare del 50% gli ingressi, duplicare i contatti della Newsletter, vendere il 10% in più presso il bookshop.
  4. Analizzare i trend del settore e i risultati ottenuti dai nostri competitor;
  5. Identificare in modo chiaro i propri punti di forza e i propri punti deboli (SWOT);
  6. Rendere misurabili e facilmente anlizzabili e modificabili i test svolti;
  7. Essere predisposti ad affrontare gli insuccessi;
  8. Basare i propri successi sulla loro scalabilità.

Fare testing con 4 parole chiave

Il testing è una fase fondamentale per il nostro metodo di Growth Hacking, che necessita di questre caratteristiche:

Misurabilità e Replicabilità

Tutti test che verranno svolti dal Growth Hacker dovranno prevedere degli obiettivi chiaramente misurabili. Questi obiettivi dovranno essere quantificabili e qualificabili.

Il nostro test non deve essere casuale, ma dovrà essere studiato nei dettagli, quindi replicabile con leggere differenze qualora fosse necessario valutare diverse opportunità all’interno della stessa strategia.

Efficienza e Ottimizzazione

Il budget investito in una strategia di Growth Hacking deve essere ripartito tra i test, monitorato e costantemente aggiustato a seconda dei risultati raggiunti.

Seguendo e rendendo sempre più efficiente il budget investito, privilegiando i test con risultati migliori, ottimizzeremo contemporaneamente i nostri investimenti, ottenendo un risparmio in termini di costi d’investimento.

Growth: una questione di crescita

Come dice il nome stesso, fare Growth Hacking significa crescere. In inglese il termine growth si riferisce al crescere di una pianta: da seme ad arbusto, da radici a rami, da fiori e frutti.

Ciascun test deve basare il proprio successo in termini scalabili.

Cosa significa? Il bravo Growth Hacker individua le strade migliori da seguire all’interno della strategia di marketing affezionandosi ai test che si dimostra in grado di funzionare bene la prima volta, la seconda, la terza e la centesima volta.

Ogni errore nei test di Growth Hacking è fonte d’apprendimento e deve essere considerato come una molla verso l’ottimizzazione della campagna. Nel 2010 Sean Ellis ha coniato il termine Growth Hacking per indicare un modo di fare impresa orientato verso la crescita, ovvero scalabile.

Bibliografia

  • Sean Ellis, Hacking Growth, Virgin Books, 2017.
  • Ryan Holiday, Growth Hacking Marketing, Profile Books, 2014.
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