Beacon e Proximity Marketing al museo

Ti avvicini a un quadro e sul tuo smartphone compare una notifica: “Leggi la mia storia”. Non è magia, ma Proximity Marketing. I beacon sono una tecnologia già conosciuta all’interno degli allestimenti museali, quali sono le sue potenzialità? Oggi parliamo di beacon e Proximity Marketing al museo.

Sono trascorsi vari mesi dall’ultimo articolo che ho scritto in questo blog. Devo ammettere che mi è mancato. Quando ho cominciato a scrivere il nuovo articolo per il mese di settembre ho deciso di dare uno sguardo al futuro del marketing culturale. I beacon sono già utilizzati, ma come? La loro funzionalità non sta solamente nella trasmissione di informazioni.

Beacon, il futuro del marketing culturale?

I beacon sono e saranno sempre utili per il marketing culturale. Perché?

  • si connettono direttamente con i dispositivi che monitoriamo ogni minuto della nostra vita,
  • sono in grado di condividere informazioni istantaneamente,
  • sono coerenti con la nostra esperienza nello spazio.

Il futuro del marketing culturale non potrà esimersi da un bagno di applicazioni di prossimità. A un passo dalla Virtual Reality al museo, considerare ancora il digitale e il reale come mondi confinanti è ormai un atteggiamento vintage.

Le nuove tecnologie forniscono nuovi strumenti d’interazione tra opere d’arte e fruitori. Quando parliamo di Proximity Marketing non intendiamo solamente designare una pubblicità che compare sul nostro device se passiamo accanto a un museo o a un teatro. Indichiamo, piuttosto, un nuovo approccio strategico da parte del marketing culturale all’esperienza dell’utenza.

Gli strumenti del Proximity Marketing per la cultura

Stai vagando tra le vie di una città quando improvvisamente sul tuo smartphone compare l’ingresso gratuito a una performance che accadrà tra dieci minuti presso il museo dietro l’angolo. Hai ricevuto il calendario del mese sugli spettacoli del teatro a cui passi di fronte ogni giorno per andare al lavoro. Un video ti spiega l’iconografia del quadro che stai ammirando mentre visiti la nuova mostra temporanea del museo della tua città.

Il Proximity Marketing ci dà la possibilità di far parlare gli spazi della cultura e le loro opere d’arte in tempo reale, proprio quando ci passi accanto. Non si tratta solamente della possibilità di inviare promozioni e offerte, ma anche di dare accesso a uno storytelling guidato ai contenuti culturali.

I beacon come strumento di analisi del pubblico

I beacon sono strumenti interessanti non solo per stimolare il pubblico a compiere azioni e a fornire informazioni, ma anche per collezionarle e analizzare il pubblico. Per esempio, è possibile analizzare all’interno di un museo senza un percorso predefinito quali sono i percorsi più frequentati dagli utenti, oppure scoprire in quali aree dello spazio sostano di più e in quali meno.

Ritengo che la valenza maggiore dei beacon e del Proximity Marketing sia data dalla loro coerenza con l’esperienza dell’audience nello spazio. Questa tipologia di comunicazione non è solamente “real time”, ma anche “real space”.

Beacon boost! Libero sfogo alla fantasia

Grazie ai beacon una strategia di marketing culturale può dare libero sfogo alla fantasia. Non si tratta, infatti, di una tecnologia che dà accesso istantaneo alle informazioni. Si tratta, piuttosto, di una tecnologia che si lega all’istantaneità dell’esperienza dell’utente, che può essere coinvolto in un vero e proprio dialogo con lo spazio in cui si sta muovendo.

Quali sono le strategie con i beacon e con il Proximity Marketing che più ti hanno ispirato? Raccontamelo con un commento.

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