Storytelling al Museo: il videogioco del MANN e i processi di Gamification

Tra il 1994 e il 2004 è nata la Net Art, che ha utilizzato i software e i linguaggi di programmazione per fare opere d’arte. Gli artisti hanno presto abbracciato non solamente il “mondo net”, ma anche i videogame come nuovo mezzo artistico. Nel 2013 il MOMA di New York ha aperto al pubblico la sua collezione di videogame, selezionati in base all’esperienza estetica vissuta dai giocatori. Tra i requisiti dei giochi selezionati c’era persino la scelta privilegiata per “the elegance of the code to the design of the player’s behavior”. In questo articolo, tuttavia, non parliamo di un intervento artistico al museo, ma di un’operazione di marketing coordinata da un museo. Il nostro argomento è un recentissimo caso italiano di storytelling al museo il videogioco del MANN.

Perché fare un videogioco per un Museo?

Paolo e Ludovico hanno ideato i contenuti della nuova esperienza digitale del MANN: Father and Son. Il direttore del museo e il professore universitario hanno condiviso le rispettive conoscenze per collaborare direttamente all’operazione di comunicazione, che consiste nel lancio del nuovo videogame. Come mai è stato voluto proprio un videogioco? Le ragioni di questa scelta sono semplici. Per il direttore uno degli obiettivi fondamentali del piano strategico fino al 2019 è la connessione con i visitatori, anche quelli virtuali. La sensibilità verso il digital marketing per l’arte e la cultura ha avuto dei riscontri positivi già l’anno scorso. Lo dimostra il fatto che il museo ha aumentato i propri visitatori del 30% rispetto al 2015!

Come si gioca all’app Father and Son del MANN?

La prima cosa che mi sono chiesto quando ho letto la notizia è stata: “come si gioca con questa app?” Vediamo di scoprirlo assieme. La grafica è in 2D a scorrimento laterale. Toccando con le dita lo schermo del nostro dispositivo, scivoleranno sotto ai polpastrelli le avventure di un figlio alla scoperta della vita di un padre archeologo che non ha mai conosciuto. Si avrà così l’occasione di attraversare epoche archeologiche diverse, fino ai nostri giorni. Detto questo, per esprimere giudizi di gusto dovremo di provarla, nel frattempo possiamo averne un’anticipazione attraverso il trailer 😉

Storytelling immersivo: pro e contro della Gamification

Perché le storie sono utili nei piani strategici di comunicazione? “Le invenzioni narrative includono le storie delle grandi tradizioni, le mitologie ancestrali, prima dell’invenzione della scrittura, fino ai romanzi, alle rappresentazioni teatrali, alle opere, ai film e ai videogame. Queste storie provvedono surrogati di esperienze che preparano alla vita e alle sue sorprese, immergendoci in un mondo in cui possiamo sperimentare una vita diversa dalla nostra” scrivevo nel mio libro nel 2015. Quando parliamo di storytelling, quindi, dobbiamo pesare l’effetto immersivo che queste storie hanno su di noi. Quale tipo di esperienza facciamo con queste storie? Quale effetto avrà sulla nostra consapevolezza, sulla nostra sensibilità, sulla nostra visione del mondo?

Spesso, ma non sempre, le storie attivano emozioni fine a loro stesse, che rimangono meramente legate alla trama e alle informazioni che essa veicola. Questo non significa che proprio queste storie non siano in grado di condizionare i nostri acquisti e persino il nostro stile di vita! Per questo ho considerato necessario un approccio critico allo storytelling. Se ti interessa questo argomento continua a seguire gli articoli nella sezione storytelling.

Dalla storia, all’esperienza!

Father and Son, come tutti i videogame, nasce dall’ideazione di una storia che mira ad essere coinvolgente. Le grafiche, la colonna sonora e l’app gratuita mirano a costruire un prodotto accattivante e facilmente scaricabile. Il gioco può essere linfa vitale per una nuova fruizione, che viene spinta a tornare al museo e a scoprire le collezioni e i suoi contenuti. Il più grande successo di questi esperimenti avverranno quando lo storytelling sarà in grado di miscelare realtà virtuale con esperienza fisica attraverso un’esperienza ludica ed educativa a vari livelli: dal bambino al genitore, dall’appassionato all’addetto ai lavori. Siamo sulla buona strada!

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