Respirare cultura. Quando essere italiani è un vantaggio.

Ti è mai capitato di andare all’estero e provare nostalgia della tua città? Vivere in Italia ha i suoi vantaggi, a partire dallo sguardo culturale, che viene costantemente appagato da chiese, monumenti, vicoli, calli, rocche e tutto quanto dona forma al nostro splendido patrimonio artistico culturale.

Occhi abituati alla bellezza

L’Italia possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con circa 3400 musei, 2100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco!

Nel corso di quest’anno sono stato più volte all’estero per lavoro, in particolare ho avuto occasione di stare qualche giorno a Londra e a Parigi. Ho sfruttato il tempo libero per visitare i principali siti culturali di queste capitali. Camminando lungo le strade londinesi e parigine non ho potuto reprimere la nostalgia per l’Italia.

Più viaggio, più mi accorgo della ricchezza del nostro paesaggio. Ho studiato cinque anni a Venezia e cerco di riservarmi almeno un giorno al mese per camminare lungo le sue calli e i suoi campi, anche senza meta, solo per il gusto di respirare la sua atmosfera. Mi accorgo che il mio sguardo -per quanto sia distratto costantemente dalla routine e dallo smartphone- ha bisogno d’Italia.

Ho deciso di scrivere questo articolo perché troppo facilmente screditiamo il nostro Bel Paese. Parlo soprattutto in riferimento al mio mestiere, che fatica a trovare una concretezza d’azione e, di contro a una diffusa retorica sull’importanza economica del nostro patrimonio, spesso non riesce a generare utili e posti di lavoro da questa preziosa risorsa.

È fondamentale pensare alla conservazione e alla valorizzazione del nostro patrimonio, ma è altrettanto necessario abbattere le reiterate retoriche che attanagliano l’economia e la gestione delle arti e del patrimonio artistico culturale italiano.

Mi considero cittadino del mondo, ma le radici del mio sguardo affondano nel paesaggio italiano. Quando ero giovanissimo ho scelto di studiare latino e greco al liceo; non sono mai stato una cima nelle versioni (anzi!), ma ho sempre amato studiare la letteratura e la cultura classica. Quando ho cominciato a stringere amicizie nel mondo, questo background mi ha spinto a riconoscere il vantaggio di essere italiano.

Parlando con amici provenienti da est e da ovest del planisfero mi sono accorto di che cosa significa per me essere nato in una città fondata in epoca romana, cresciuta nel corso del Medioevo, risorta nel corso del Rinascimento, conquistata dalla Serenissima e scossa dalla Grande Guerra. Le storie delle nostre città, le ricette delle nostre Regioni e le grandi tradizioni condivise dalla nostra penisola sono parte dei nostri occhi.

Il vantaggio di essere italiani: respirare cultura ad ogni passo.

Con i nostri occhi abituati alla bellezza dell’arte non possiamo non soffrire guardando il degrado di alcuni siti, lo stato di abbandono di molti monumenti e l’indifferenza che stratifica macchie e polvere su testimonianze del nostro passato; ma con gli stessi occhi non possiamo non gioire nel vedere i successi della sapiente conservazione e della corretta valorizzazione, condividendone l’esempio.

Al pari della necessità di avere cura del nostro patrimonio, è necessario non sottovalutare mai il vantaggio dei nostri occhi. Essere italiani è un plus che possiamo utilizzare per il nostro patrimonio artistico culturale e anche per il nostro modo di fare impresa.

L’abitudine di respirare cultura è parte integrante della tanto spesa etichetta “Made in Italy”.

Il vantaggio di essere italiani si può trasmettere anche attraverso una buona strategia di storytelling in grado di contestualizzare e rendere visibile un prodotto, creando contenuti accessibili e condivisibili e dando occasione di narrare l’eccellenza. Oltre che dall’arte -classica e contemporanea-, il Made in Italy è costituito dall’imprenditoria della bellezza e della bontà, dalle tradizioni di ciascuna regione, dalla nostra lingua e dalle sue sfumature dialettali, dalla ricchezza tra nord e sud, dallo stivale come segno distintivo e dalla consapevolezza di essere italiani anche all’estero.

Tu come vivi il vantaggio di essere italiani?

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