Organizzare una mostra d’arte: introduzione pratica alla curatela.

Vuoi organizzare una mostra d’arte e non sai da dove cominciare o non vuoi perderti nulla per strada durante la stesura del tuo progetto? In questo articolo ti voglio dare qualche suggerimento per una buona curatela.

Curare una mostra d’arte è un lavoro, richiede precise conoscenze e una buona dose di buon senso. Come tutti i lavori, le competenze si affinano con l’esperienza. Anche in questo campo non si finisce mai d’imparare.

Ogni mostra avrà le sue caratteristiche, le sue fragilità e i suoi punti di forza.

Ogni mostra d’arte nasce da un’idea, da un concept, che ne decide il titolo e gli obiettivi. Oggi daremo per scontato questa fase imprescindibile per l’organizzazione di una mostra d’arte. Andremo, quindi, a concentrarci sulle fasi necessarie per tradurre su carta un piano operativo di curatela.

Recentemente, nel weekend tra l’8 e il 9 ottobre, ho inaugurato la mostra The Living Art. Ho iniziato a scrivere il progetto per questa mostra esattamente un anno fa. Presentato al concorso per ottenere il patrocinio, il progetto si è classificato terzo, ottenendo la concessione di un magnifico spazio bianco recuperato dall’archeologia industriale.

Ho deciso di scrivere questo post lunedì scorso, quando mi sono soffermato sul fatto che il mio fantastico weekend in mostra era stato il frutto di una pianificazione cominciata esattamente un anno addietro!

Il budget. Struttura fiscale, partnership e sponsorship.

La struttura fiscale di un’organizzazione o di un professionista del settore artistico culturale sono fondamentali per dare una forma fiscale al progetto curatoriale. In base a questo profilo fiscale si andranno a intessere le relazioni con i partner e gli sponsor del progetto.

Delineare la rete di relazioni con partner e sponsor è fondamentale per definire il budget a disposizione per la mostra.
 Che differenza c’è tra partner e sponsor? I partner di un progetto solitamente forniscono gratuitamente o a prezzo agevolato i propri prodotti e servizi in cambio di un ritorno economico o di immagine. Un esempio potrebbe essere il servizio catering, che fornisce il servizio rinfresco con la possibilità di trattenere una percentuale degli incassi percepiti. Gli sponsor sono invece degli investitori, che concedono denaro in cambio di visibilità attraverso le iniziative sponsorizzate.

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I miei appunti per organizzare una mostra d’arte, Damiano Fina.

Lo spazio e il tempo.

Dato per scontato un titolo e un concept per la mostra, questa prenderà forma solamente all’interno di uno spazio adeguato. Solitamente la scelta dello spazio comporta anche un vincolo per la scelta di un tempo, ovvero del periodo temporale utilizzabile per l’apertura della mostra.

Lo spazio dovrebbe essere facilmente accessibile e privo di ostacoli.

Oltre alle barriere architettoniche conviene valutare la posizione dello spazio rispetto ai trasporti pubblici e la possibilità di essere raggiunto anche con mezzi di trasporto privati. Organizzare una mostra in centro a Roma o a Venezia sarà molto diverso di organizzarla in montagna o in provincia di Mantova.

Lo spazio dovrebbe essere ben illuminato e confortevole, in modo da accogliere le opere e soddisfare le esigenze di allestimento e disallestimento. Dovrebbe, inoltre, essere a norma, prevedere i servizi igienici e un servizio di accoglienza per i visitatori e dovrebbe essere facilmente leggibile grazie anche all’ausilio di un’adeguata segnaletica. Infine, lo spazio dovrebbe rispettare le condizioni atmosferiche e le temperature necessarie per la buona conservazione delle opere in esposizione.

Come ho già anticipato, la scelta dello spazio è fondamentale perché detta anche il tempo della mostra, ovvero il periodo disponibile e gli orari quotidiani di apertura e chiusura.

La scelta degli artisti.

Per organizzare una mostra d’arte un titolo e un concept non sono sufficienti. Questi infatti verranno interpretati dagli artisti e prenderanno corpo nelle opere che saranno selezionate per il progetto espositivo. La scelta degli artisti si presenta, quindi, fondamentale per l’identità finale della mostra. In assenza o in presenza di determinati elementi artistici, infatti, la mostra modifica la sua fisionomia.

Il mix di artisti presenti in mostra può essere scelto a discrezione del curatore, ma può anche essere affidato a una giuria con il compito di selezionare gli elementi considerati più interessanti per il progetto attraverso un’apposita open call. In questo caso sarà importante decidere i tempi del concorso e i membri della giuria.

La scelta degli artisti comporta anche un’implicita scelta nel pubblico potenziale della mostra. Ciascun artista corrisponde a una rete di relazioni con organizzazioni culturali, gallerie e operatori artistico-culturali che è importante coinvolgere all’interno del progetto al fine di ottenere una maggiore partecipazione. Spesso i progetti curatoriali più innovativi sono quelli che si sforzano di aumentare il più possibile la rete di scambi e connessioni all’interno del proprio network artistico.

Questo è lo spirito che anche l’UE intende promuovere e valorizzare attraverso il programma di fondi Europa Creativa 2014-2020.

Tutto è in comunicazione.

Tutto è in comunicazione: dalla scelta degli invitati e degli eventi speciali, al catalogo; dall’ufficio stampa, al personale di sala; dai partner, agli spazi. Le scelte del curatore non sono solamente in comunicazione con quelle degli artisti, ma anche con le decisioni dell’ufficio comunicazione e con il comportamento del personale di sala. In una mostra d’arte tutto è in comunicazione. Se per la mostra sceglieremo un personale di sala accogliente, preparato e disponibile a fare anche da mediatore culturale, avremo già attuato una buona strategia di comunicazione dei contenuti della nostra mostra.

La gestione delle informazioni di una mostra d’arte è molto complessa.

L’organizzazione delle informazioni prevede, infatti, una continua traduzione e un costante scambio di contenuti tra curatori, artisti, istituzioni, sponsor e partner, personale e pubblico. I social network possono diventare piattaforme interessanti per stimolare e contemporaneamente archiviare la continua contrattazione dei contenuti artistico-culturali.

Durante l’organizzazione di mostre d’arte è importante prevedere la realizzazione di eventi speciali, come workshop e meeting a tema o visite guidate speciali. Queste iniziative sono momenti importanti per costruzione di un valore aggiunto ai contenuti della mostra, permettendo uno scambio diretto con i fruitori e una partecipazione condivisa al progetto.

Per me essere un curatore di mostre d’arte significa essere un architetto di relazioni.

Il risultato a cui ambisco quando organizzo una mostra è la costruzione di una piattaforma in cui i contenuti artistici siano costantemente appropriati e trasformati, condivisi e partecipati dagli attori in gioco.

Cosa significa per te curare una mostra? Raccontamelo con un commento qui sotto!

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